Statuto CAV Vimercate

statuto

Articolo 1 – Denominazione
E’ costituita un’Associazione di Volontariato denominata “CENTRO AIUTO ALLA VITA – ONLUS”, in breve “C.A.V.”, nel prosieguo semplicemente “Associazione”.
L’Associazione assume nella propria denominazione la qualificazione di “Organizzazione non lucrativa di utilità sociale” (in breve “Onlus”) che ne costituisce peculiare segno distintivo, e a tale scopo viene inserita in ogni comunicazione e manifestazione esterna alla medesima, a norma e ai sensi del decreto legislativo 460/1997.
Essa è regolata dal presente statuto.

Articolo 2 – Sede
L’Associazione ha sede legale in Vimercate, via Mazzini 35.
L’Associazione potrà inoltre istituire sedi secondarie.

Articolo 3 – Durata
L’Associazione ha durata illimitata.

Articolo 4 – Finalità e scopi
“CENTRO AIUTO ALLA VITA – ONLUS” è un’associazione di volontariato ai sensi della legge n.ro 266 dell’11 agosto 1991, e come tale non ha fine di lucro neanche indiretto, ma persegue il raggiungimento di finalità di solidarietà a carattere sociale ai sensi della legge regionale 22/93.
Scopo dell’Associazione è quello di aiutare a costruire una società più umana nella quale la vita dell’uomo sia rispettata e protetta fin dal suo concepimento; l’Associazione è un luogo per l’organizzazione ed il sostegno di iniziative idonee a promuovere concretamente il diritto alla vita: in particolare la realizzazione dell’art. 1 primo comma della legge 22 maggio 1978, n. 194 nella quale si afferma che “lo stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana fin dal suo inizio”.
In particolare, l’Associazione si propone l’aiuto alla maternità e paternità difficile prima e dopo la nascita del bambino, intendendo per maternità e paternità difficile anche quei fattori soggettivi, individuali, psicologici ed esistenziali che possono indurre la madre, il padre ed il medico a scegliere la distruzione dell’esistenza fetale, cioè l’aborto procurato.
L’Associazione intende conseguire queste finalità sulla base di un rapporto di ascolto, di dialogo personale e di condivisione dei problemi creando premesse concrete affinché ogni vita iniziata possa essere liberamente accolta.
In concreto l’Associazione propone di offrire un aiuto per:
 a) l’accettazione di una maternità e paternità non desiderata;
 b) il sostegno di una maternità difficile;
 c) il coinvolgimento e, se possibile, la responsabilizzazione del padre o dei familiari per aiutare la madre ad affrontare la maternità;
 d) l’intervento economico provvisorio in collaborazione con gli enti preposti;
 e) l’informazione sui diritti sociali ed assistenziali relativi alla madre ed al bambino;
 f) la consulenza di carattere medico, psicologico, legale e morale alla madre o ad entrambi i genitori.
L’Associazione si propone inoltre di:

  • attivare delle iniziative di carattere culturale per promuovere una cultura di accoglienza della vita mediante specifiche attività culturali, editoriali e quant’altro possa servire allo scopo;
  • mettere in atto iniziative in modo da alleviare i disagi dei nuclei familiari sofferenti e bisognosi;
  • creare strutture di accoglienza per accogliere famiglie bisognose e madri sole in strutture di accoglienza sia proprie o cedute in comodato o in locazione;
  • istituire strutture di accoglienza per bambini per facilitare l’inserimento lavorativo delle madri accolte;
  • prestare attività di sostegno alle famiglie e alle mamme con l’obiettivo di facilitare l’accoglienza del nascituro, nutrirlo ed educarlo in modo corretto a prevenire ogni forma di disagio sociale.

Al fine di svolgere le proprie attività, l’Associazione si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite di personale volontario, socio e non.
L’Associazione si avvale di ogni strumento utile al raggiungimento degli scopi sociali ed in particolare della collaborazione con gli Enti Locali, anche attraverso la stipula di apposite convenzioni, ai sensi dell’articolo 7 della legge 266/1991, e della partecipazione ad altre associazioni, società o Enti aventi scopi analoghi o connessi ai propri.
L’Associazione è aperta a chiunque ne condivida i principi e le finalità solidaristiche.

Articolo 5 – Soci
Sono soci tutti coloro che, persone fisiche o giuridiche, associazioni ed enti che ne condividono gli scopi, aderiscono volontariamente all’Associazione, vengono accettati come tali dal Consiglio Direttivo a seguito di domanda scritta.
L’Associazione si compone di un numero illimitato di soci, distinti in:
 a) Soci Fondatori: coloro che hanno fondato l’Associazione, sottoscrivendone l’atto costitutivo e con le loro libere offerte hanno contribuito a creare il patrimonio iniziale dell’Associazione;
 b) Soci Ordinari: coloro che aderiscono all’Associazione versando una quota associativa annua.
La quota associativa vale per l’anno solare in cui è versata e tutti i soci sono tenuti al versamento della stessa.
Ai sensi dell’art. 24 Cod. Civ., e dell’art. 5, comma 4 – quinquies lettera f), D. Lgs. 460/1997, le quote associative sono intrasmissibili; il divieto di intrasmissibilità vige anche nei confronti degli eredi in caso di decesso del socio e nei confronti del socio stesso in caso di recesso o esclusione.
Le quote associative non sono rivalutabili.

Articolo 6 – Diritti e doveri dei Soci
Tutti i soci godono degli stessi diritti e sono assoggettati agli stessi doveri.
Chiunque intenda diventare socio deve:
 – presentare domanda su apposito modello, redatto secondo le indicazioni contenute in apposito Regolamento;
 – accettare e condividere quanto indicato nel presente statuto.
L’Associazione garantisce una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo ogni limitazione in funzione della temporaneità della partecipazione alla vita associativa a prevedendo per i soci di maggior età il diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie.
Gli associati sono tenuti ad osservare le disposizioni statutarie e regolamentari nonché le direttive e le deliberazioni che nell’ambito delle disposizioni medesime siano emanate dagli organi dell’Associazione.
Le prestazioni fornite dai soci sono a titolo gratuito e non possono essere retribuite, salvo diversa esplicita deliberazione consiliare in merito al singolo caso di specie.
Ai soci possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate, secondo opportuni parametri validi per tutti gli aderenti, preventivamente stabiliti dal Consiglio Direttivo e raccolti in apposito regolamento.
I soci non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

Articolo 7 – Perdita della qualità di Socio
La qualità di socio può venir meno per recesso volontario, decadenza, sospensione, esclusione o decesso.
Nel primo caso il socio che non intende continuare a collaborare alle attività dell’Associazione deve darne comunicazione per iscritto al Consiglio Direttivo; tale recesso avrà decorrenza immediata.
Nel secondo caso, il Consiglio direttivo può dichiarare decaduto d’ufficio il Socio che:
 a) non ha versato la quota associativa entro la scadenza annuale stabilita per il versamento;
 b) non adempia agli obblighi assunti a qualsiasi titolo verso l’Associazione; il socio decaduto può comunque ripresentare domanda di ammissione all’Associazione.
Il Consiglio Direttivo, sentito il parere del Collegio dei Probiviri, può dichiarare l’esclusione del socio per indegnità o per condotta immorale o non conforme all’attività dell’Associazione; in particolare può essere escluso il socio che:
 a) non osserva i regolamenti interni e le deliberazioni prese a norma di statuto;
 b) svolga attività palesemente in contrasto con le finalità e gli scopi dell’Associazione;
 c) leda l’immagine dell’Associazione.
L’esclusione deve essere comunicata al socio per iscritto a mezzo lettera raccomandata.
In caso di esclusione, il socio può richiedere, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui sopra, la convocazione immediata del Collegio dei Probiviri dell’Associazione per esporre in tale sede le proprie ragioni.
Il Collegio dei Probiviri può deliberare, in seguito al contraddittorio instaurato, la revoca del provvedimento di esclusione, con immediato reintegro del socio nei propri diritti e doveri.
Nel caso in cui il socio escluso rivesta una carica sociale, decade immediatamente ed automaticamente da tale carica, salvo il reintegro di cui al punto precedente.

Articolo 8 – Albo dei Benemeriti
L’Associazione può istituire un albo dei benemeriti, nel quale iscrivere tutti coloro, persone fisiche o giuridiche, che – anche una tantum – contribuiscono con il proprio sostegno allo sviluppo morale e materiale dell’Associazione e siano stati considerati tali dal Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo può attribuire la qualifica di benemerito anche a personalità del mondo politico/scientifico e/o accademico che si siano prodigate nei compiti e nelle materie afferenti all’ambito di attività associativa.
L’iscrizione nell’albo dei benemeriti ha durata triennale e può essere rinnovata per lo stesso periodo con delibera del Consiglio Direttivo.
I benemeriti non corrispondono alcuna quota sociale e sono quindi sprovvisti del diritto all’elettorato attivo e passivo, ma possono essere invitati a presenziare all’Assemblea dei soci.

Articolo 9 – Patrimonio
Il patrimonio sociale è costituito da:
 – il Fondo di Dotazione iniziale;
 – beni mobili ed immobili;
 – donazioni, liberalità, lasciti e successioni vincolate al patrimonio.

Articolo 10 – Entrate
L’Associazione trae i mezzi per conseguire i propri scopi dalle seguenti entrate:
 – quote associative;
 – contributi privati e pubblici;
 – donazioni, liberalità, lasciti e successioni non vincolate al patrimonio;
 – manifestazioni e altre iniziative di raccolte occasionali di fondi;
 – da ogni ulteriore entrata derivante da attività commerciali e produttive marginali.

Articolo 11 – Organi
Sono Organi Sociali:
 a) l’Assemblea dei Soci;
 b) il Consiglio Direttivo;
 c) il Presidente;
 d) il Tesoriere;
 e) il Collegio dei Probiviri;
 f) il Collegio dei Revisori
Tutte le cariche sono elettive, con libera eleggibilità e gratuite.

Articolo 12 – Assemblea
L’Assemblea regolarmente costituita rappresenta l’universalità degli associati e le sue deliberazioni, prese in conformità alla legge ed al presente statuto, obbligano tutti gli associati.
L’Assemblea è il massimo organo deliberante.
In particolare l’Assemblea ha il compito di:
 a) eleggere il Presidente dell’Associazione e i membri del Consiglio Direttivo;
 b) eleggere il Tesoriere;
 c) approvare il bilancio consuntivo e quello preventivo e la relazione annuale predisposti dal Consiglio Direttivo;
 d) fissare le direttive per l’attività dell’Associazione;
 e) deliberare sugli argomenti che siano sottoposti alla sua approvazione dal Consiglio Direttivo;
 f) deliberare sulle modifiche dello statuto dell’Associazione e sull’eventuale scioglimento dell’Associazione stessa.

Articolo 13 – Deliberazioni assembleare
Il Consiglio Direttivo deve convocare l’Assemblea dei soci almeno una volta all’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.
Essa deve essere inoltre convocata ogni qualvolta ciò venga richiesto dal Presidente, dal Consiglio Direttivo o da almeno un terzo dei soci.
La convocazione deve essere fatta a mezzo di messaggio elettronico, fax, lettera o bollettino associativo, a tutti gli associati, almeno 10 giorni prima della data della riunione stabilita.
L’avviso di convocazione deve contenere l’ordine del giorno.
L’Assemblea Straordinaria delibera eventuali modifiche al presente statuto e lo scioglimento o la liquidazione dell’Associazione.
L’Assemblea Straordinaria può essere convocata dal Presidente, dalla maggioranza semplice del Consiglio Direttivo o da 1/5 dei soci.
Per la validità delle Assemblee, in prima convocazione occorre che siano presenti o rappresentati almeno la metà dei soci e le delibere siano assunte a maggioranza dei voti.
Nel caso di seconda convocazione, l’Assemblea sarà valida, ad eccezione di quanto previsto per lo scioglimento, qualunque sia il numero dei soci presenti in proprio o per delega e delibererà sempre a maggioranza semplice.
Le deliberazioni delle Assemblee sono assunte a maggioranza dei soci presenti in proprio o tramite delega, a mezzo di alzata di mano o di scrutinio segreto.
Ogni socio ha diritto ad un voto e può farsi rappresentare da altro socio.
Ciascun delegato può rappresentare fino a cinque soci.
La delega va rilasciata per iscritto ad altro Socio.
A norma dell’articolo 21 del Codice Civile, lo scioglimento dell’Associazione e la conseguente devoluzione del patrimonio residuo sono deliberati dall’Assemblea straordinaria dei soci con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati, sia in prima che in seconda convocazione.
La stessa Assemblea nominerà uno o più liquidatori.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o in sua assenza da un membro del Consiglio Direttivo.
Le funzioni di Segretario sono svolte da persona nominata dal Presidente dell’Associazione.
Le assemblee verranno verbalizzate, trascritte sul libro verbali, e ivi sottoscritte dal Presidente e dal Segretario.
Detto libro verbali, unitamente ai bilanci e a tutti gli altri libri, atti e registri dell’Associazione, restano a disposizione di tutti gli Associati per la consultazione presso la sede dell’Associazione.

Articolo 14 – Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo è formato da un numero di membri da cinque a nove, tra cui è incluso il Presidente, eletti dall’Assemblea al proprio interno ogni tre anni e rieleggibili.
Il Consiglio Direttivo, qualora lo ritenga necessario può eleggere il Vicepresidente e il Segretario.
Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri di ordinaria e di straordinaria amministrazione dell’Associazione, ad eccezione di quelli che per legge o statuto spettano all’Assemblea.
In particolare, il Consiglio Direttivo si occupa:
 – dell’ammissione di nuovi soci;
 – di stabilire le quote annuali dovute dai soci;
 – della convocazione delle Assemblee;
 – di attuare le direttive generali stabilite dall’Assemblea;
 – demandare ad uno o più consiglieri lo svolgimento di determinati incarichi;
 – di predisporre il bilancio preventivo dell’Associazione;
 – di predisporre il bilancio annuale consuntivo dell’Associazione, sottoponendolo poi all’approvazione dell’Assemblea;
 – di redigere a consuntivo la relazione annuale;
 – di emanare, modificare, revocare, nell’ambito delle proprie competenze, regolamenti interni o altre disposizioni;
 – di assumere eventuale personale dipendente;
 – di vigilare sul buon funzionamento dell’Associazione,di favorire e valutare l’attività dei volontari e di promuovere ogni iniziativa volta al conseguimento degli scopi associativi.
Sarà facoltà del Consiglio Direttivo preparare e stilare uno o più regolamenti che, conformandosi alle norme del presente statuto, dovranno regolare gli aspetti pratici e particolari della vita dell’Associazione.
Se vengono a mancare uno o più consiglieri, il Consiglio Direttivo provvede a sostituirli, nominando al loro posto i primi non eletti nell’ultima votazione precedente o, in caso di assenza di questi ultimi, cooptando gli elementi mancanti, salvo successiva ratifica da parte della prima assemblea convocata.
I nuovi consiglieri scadono insieme a quelli che sono in carica all’atto della loro nomina.
Se vengono a mancare consiglieri in numero superiore alla metà, i consiglieri restanti devono convocare l’Assemblea per nuove elezioni.

Articolo 15 – Riunioni consiliari
Il Consiglio Direttivo si raduna su invito del Presidente ogni qualvolta se ne dimostri l’opportunità oppure quando ne facciano richiesta scritta almeno la maggioranza dei membri del Consiglio stesso.
Ogni membro del Consiglio Direttivo dovrà essere invitato alle riunioni almeno sette giorni prima; solo in caso di urgenza il Consiglio Direttivo potrà essere convocato nelle ventiquattro ore precedenti.
La convocazione deve essere fatta a mezzo di messaggio elettronico, fax, o lettera.
L’avviso di convocazione dovrà indicare gli argomenti posti all’ordine del giorno.
La convocazione va comunicata anche ai Probiviri e ai Revisori se eletti, che hanno facoltà di partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo.
Per la validità del Consiglio Direttivo è necessaria la presenza della maggioranza dei membri dello stesso.
La riunione è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in sua assenza, da altro membro del Consiglio più anziano per partecipazione dell’Associazione.
Le funzioni di Segretario sono svolte da persona designata da chi presiede la riunione.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti; in caso di parità prevale il voto di chi presiede.
Delle deliberazioni stesse sarà redatto verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Articolo 16 – Presidente
Il Presidente dell’Associazione, eletto dall’Assemblea dei Soci al proprio interno, ha la legale rappresentanza dell’Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio.
In caso di sua assenza o impedimento è sostituito dal Consigliere più anziano fra i presenti.
Il Presidente sorveglia il buon andamento amministrativo dell’Associazione in collaborazione con il Tesoriere e il buon andamento della vita e delle attività dell’Associazione anche con iniziative organizzative, cura l’osservanza del presente Statuto, promuovendone la riforma quando necessaria.
In particolare il Presidente si preoccupa:
 – di convocare e presiedere le riunioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea dei Soci, curando l’esecuzione delle relative deliberazioni;
 – di deliberare, entro i limiti definiti in apposito regolamento interno, su tutte le questioni che, per legge o per Statuto non siano di competenza dell’Assemblea dei Soci, del Consiglio direttivo o di altro organo dell’Associazione.
Spettano al Presidente tutti i poteri che il Consiglio Direttivo delibererà di assegnargli.

Articolo 17 – Tesoriere
Il Tesoriere viene eletto dall’Assemblea al proprio interno.
Al Tesoriere spetta il compito di tenere e aggiornare i libri contabili nonché di collaborare alla predisposizione del bilancio dell’Associazione, di sovraintendere a tutta l’attività amministrativa vigilando per una corretta ed equilibrata gestione.

Articolo 18 – Collegio dei Probiviri
Il Collegio dei Probiviri è eletto dall’Assemblea qualora la stessa lo ritenga necessario.
I Probiviri sono nominati in un numero di tre, durano in carica un triennio e sono rieleggibili.
Possono essere designati Probiviri uomini e donne di comprovata onestà e saggezza.
La carica di Probiviro è incompatibile con qualsiasi altra carica.
Il collegio dei Probiviri ha poteri consultivi.
Il compito del Collegio è quello di dirimere i conflitti che possano sorgere fra i soci o fra i soci e il Consiglio Direttivo, nonché di fornire allo stesso Consiglio i pareri che quest’ultimo riterrà opportuno deferire al Collegio stesso.
E’ facoltà dei Probiviri partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo.
In particolare, il Collegio dei Probiviri dovrà:
 – verificare la legittimità delle operazioni del Consiglio Direttivo e dei suoi membri;
 – convocare, in caso di necessità, l’Assemblea, qualora il Consiglio direttivo non possa o non voglia farlo o in caso di dimissioni del Presidente del Consiglio direttivo;
 – decidere senza formalità di rito, entro 30 giorni dal ricevimento del ricorso da parte di un socio per controversie interne all’Associazione; il lodo arbitrale è inappellabile;
 – decidere urgentemente sulla esclusione dei soci deliberata dal Consiglio direttivo a norma del precedente articolo 7;
 – deliberare su ogni ulteriore questione loro sottoposta dall’Assemblea o dal Consiglio Direttivo.

Articolo 19 – Collegio dei Revisori
Il Collegio dei Revisori è eletto dall’assemblea qualora la stessa lo ritenga necessario o in caso di obbligo di legge.
E’ composto da tre membri, almeno uno dei quali scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili, istituito presso il Ministero di Giustizia, all’interno dei quali l’Assemblea stessa sceglie il Presidente del Collegio.
Esso provvede al controllo della correttezza della gestione, in relazione alle norme di legge e di Statuto.
In particolare: provvede al riscontro della gestione finanziaria, accerta la regolare tenuta delle scritture contabili, esprime il suo parere mediante apposite relazioni sui bilanci preventivi e sui conti consuntivi, effettua verifiche di cassa e banca.
I revisori dei conti possono assistere alle riunioni del Consiglio Direttivo.
Il Collegio dei Revisori dei conti dura in carica tre anni e i suoi componenti possono essere rieletti.

Articolo 20 – Esercizio Sociale
L’esercizio sociale si chiude il 31 dicembre di ogni anno e il bilancio annuale riferito a tale data e predisposto dal Consiglio, corredato dalla relazione annuale e da quella del Collegio dei Revisori (se esistente).
Dal bilancio consuntivo devono risultare i beni, i contributi e lasciti ricevuti.
Qualora il bilancio di fine anno evidenzi un avanzo di gestione, esso deve essere utilizzato per la realizzazione delle attività istituzionali dell’Associazione, descritte nel presente statuto, o di altre attività ad esse direttamente connesse.
L’Associazione durante la propria vita non può distribuire, anche in modo indiretto, avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale, a meno che la distribuzione non sia imposta per legge o effettuata a favore di altre Organizzazioni di Volontariato o ONLUS che per legge, statuto o regolamento, facciano parte della medesima e unitaria struttura.

Articolo 21 – Scioglimento
Qualora lo scopo dell’Associazione divenga impossibile o di scarsa utilità, o se il patrimonio divenga insufficiente, e in genere ogni qualvolta ricorrano le cause di estinzione previste dall’articolo 27 del Codice Civile, l’Associazione si scioglierà.
In caso di scioglimento, il patrimonio dell’Associazione, soddisfatte le passività eventualmente presenti in bilancio, non potrà essere diviso tra i soci ma, su proposta del Consiglio Direttivo esistente all’atto dello scioglimento dovrà essere devoluto ad altre Organizzazioni di Volontariato o Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale, sentito la regione e l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, legge n. 662 del 23 dicembre 1996, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Articolo 22 – Norme di riferimento
Per quanto non previsto nel presente Statuto, si applicano le norme previste dal Codice Civile, dalla legge 266/1991, dalla legge regionale n. 22/93, dal D. Lgs. 460/1997 e dalla vigente normativa in materia.
I regolamenti interni e le altre disposizioni, emesse dagli Organi competenti, nell’ambito delle proprie mansioni, hanno valore legale all’interno dell’Associazione ed impegnano tutti i membri alla loro osservanza.

Firmato: Michele BarbatoVittorio Meda (notaio)

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