Calendario Messe per la Vita 2022

La Messa per la Vita si è celebrata il 30 ottobre 2021 a Vimercate presso la Cappella dell’Ospedale. Da quasi 35 anni le parrocchie del Decanato di Vimercate –tutte socie fondatrici del Centro di Aiuto alla Vita- celebrano, a turno, ogni mese una Messa per la Vita.
In questa celebrazione desideriamo elevare la nostra preghiera per chiedere al Signore la sua protezione a favore della vita nascente, in particolare per le mamme e le famiglie, che coraggiosamente lottano e si affidano affinché la vita dei loro bambini non venga negata.

Mese (2022)Parrocchia/comunità pastorale
GennaioRonco Briantino Parrocchia S. Ambrogio
FebbraioVimercate Parrocchia S. Stefano,
Oreno  Parrocchia S. Michele Arcangelo,
Sulbiate  per C.P. Regina degli Apostoli         
MarzoOspedale Vimercate
AprileArcore S. Eustorgio per C.P.S. Apollinare (Arcore Bernate)  
MaggioVelate Parrocchia S. Maria Assunta
Giugno                             Burago Parrocchia S.S. Vito e Modesto,
Usmate Parrocchia S. Margherita
LuglioBellusco Parrocchia S. Martino vescovo
AgostoVelasca Parrocchia S. Maria Maddalena          
SettembreCarnate Parrocchia S.S. Cornelio e Cipriano
OttobreConcorezzo Parrocchia S.S. Cosma e Damiano
NovembreVimercate Parrocchia S. Maurizio,
Ruginello Parrocchia S.S. Giacomo e Cristoforo
DicembreOrnago Parrocchia S. Agata, 
Mezzago Chiesa di S. Girolamo,
Cavenago Parrocchia S. Giulio

La Messa per la Vita è un momento d’incontro, di ringraziamento, di lode e di preghiera

Incontro tra noi, popolo della vita, e il Signore della Vita, per dirgli la nostra sofferenza e chiedere perdono per tutte le volte che la vita di un figlio viene rifiutata, spesso con la complicità della nostra indifferenza.
È un momento per dire grazie: perché siamo qui, perché crediamo alla vita, perché il suo Spirito in noi sostiene la convinzione che la vita umana è inviolabile. E diciamo grazie perché ancora il CAV aiuta le mamme e i bimbi, nonostante la nostra debolezza, e grazie perché, evidentemente, è Lui che ci lavora, superando tutti i nostri limiti.
Lo preghiamo per quella ragazzina che ha paura della vita e per tutte le mamme giovanissime; gli raccontiamo di quella Nigeriana che non può comprare il latte per il suo piccino, e per tutte le mamme migranti del mondo; per quella famiglia che vuole rifiutare il quarto figlio, e per tutte le famiglie in difficoltà; per tutti quei giovani che non hanno capito cos’è la vita umana; per tutte quelle mamme e quelle nonne che non sanno accogliere una nuova vita nelle loro figlie e nelle loro nipoti; per gli uomini che fanno le leggi che sanno di morte e non di vita e per tutta questa società che sembra aver dimenticato il valore della dignità umana.
Offriamo al Signore il cuore di tutti i presenti e di tutti coloro che regalano a chi ha bisogno, il loro sostegno, le loro forze, la loro sensibilità e la loro testimonianza concreta, nella vita di ogni giorno, per insegnare nelle famiglie e nella società, l’amore per la vita e il rispetto assoluto per ogni persona dal concepimento alla morte naturale; in modo che si formi e dilaghi una vera cultura dell’uomo che Dio ha voluto e ama.
Ci aiuti il Signore con la sua Grazia a sentirci tutti corresponsabili affinchè ogni i bambino chiamato all’esistenza abbia la possibilità di vivere.


Il CAV è nato dalla Messa per la Vita

Il Cav non è una struttura nata a tavolino, ma è venuta delineandosi un po’ alla volta.
Nel 1985, in occasione della visita pastorale del Cardinale Carlo Maria Martini presso l’ospedale di Vimercate, alcuni medici e personale infermieristico si trovarono a riflettere sul loro modo di essere cristiani all’interno della struttura ospedaliera. Dovettero constatare che se da una parte essa forniva grandi gesti di attenzione e solidarietà umana verso la sofferenza degli ammalati, al tempo stesso effettuava, con un servizio efficiente, interruzioni volontarie di gravidanza, negando il rispetto alla vita umana fin dal concepimento.
Il problema investiva non solo gli operatori sanitari, in prima persona, ma anche le comunità parrocchiali dalle quali provenivano.
Nacque così la proposta di invitare le comunità cristiane del decanato di Vimercate ad un gesto che fosse visibile per le comunità, che si interrogarono sul valore della vita e sulle proprie responsabilità nei confronti della “non accoglienza” della vita.
Da allora (sono passati quasi 35 anni) ogni mese una parrocchia del nostro decanato celebra una Santa Messa per la Vita presso la chiesa dell’ospedale: è un atto di penitenza e di riparazione della comunità in memoria dei bambini non nati.
Da questo gesto condiviso molte persone sono state sollecitate a domandarsi quale alternative proporre per sostenere la cultura della vita e favorirne l’accoglienza. Questa è stata la prima fase iniziale della costituzione del Centro di Aiuto alla Vita. Contemporaneamente le comunità cristiane, a seguito del convegno diocesano “Farsi prossimo”, decisero di porre un gesto pubblico, visibile che evidenziasse la capacità di “farsi prossimo”
Da queste due premesse è nato il Centro di Aiuto alla Vita di Vimercate, che viene continuamente sostenuto nel suo operato dalla preghiera delle comunità cristiane, in particolare nella celebrazione della Messa per la Vita.


Intervista all’ex decano Don Giovanni Verderio (Notiziario n 32, febbraio 2010)

Il CAV, o meglio, la gente di questa nostra Onlus, ha una vita un po’ complicata: ci sono mille problemi da risolvere, iniziative da organizzare o da rilanciare, contatti da tenere, incontri e colloqui giornalieri, visite e guai piccoli o grandi da dipanare… e poiché gli amici del CAV sono tanti e la loro presenza è indispensabile, è sempre molto importante fare attenzione che la scelta di essere Popolo della Vita non si appanni mai, sia decisa e precisa negli orientamenti, nelle convinzioni e nello stile di vita concreto, altrimenti questa Associazione, oltre a perdere la sua vivacità e i suoi frutti, smarrirebbe anche il senso del suo esistere. La scelta fondante del CAV è accogliere la Vita, servirla, difenderla, proteggerla nella sua dignità.
Questi principi non sono “altro” dal Cristianesimo vissuto come intende Cristo, ma per essere sempre in grado di “rendere ragione” delle nostre scelte di fondo, compresa quella di questo chiaro amore per la Vita, è indispensabile averle radicate fortemente nella coscienza e nella ragione, averle, cioè, pensate, ragionate, discusse, poste a confronto con le Parole del Nazareno e, infine, averne tratto tutte le conseguenze logiche e pratiche possibili. Una delle scelte fondamentali del CAV è La Messa per la Vita. Anzi, a dire il vero, prima è nata la Messa per la Vita, poi è nato il CAV. Così possiamo ben dire che questo momento mensile è non solo importante, ma indispensabile alla vita stessa del CAV.
Però, come ogni decisione presa, per mantenersi valida e coerente, è necessario appunto riguardarla ogni tanto, ripensarci e ri-motivarla per riscoprirne le ragioni e la validità. Per fare questo abbiamo pensato di chiedere l’aiuto del nostro Decano, don Giovanni Verderio, così gli abbiamo fatto una breve intervista.

Da sempre lei condivide pienamente i principi del Cav e sostiene con impegno la nostra attività sul territorio; poiché abbiamo l’impressione che ultimamente le Messe per la Vita abbiano perso un po’ di smalto, vedano cioè una comunione d’intenti un po’ scarsa e “impigrita” da parte di alcuni soci e confratelli, le chiediamo di aiutarci a rivedere questa iniziativa e a rimotivarne l’origine
Non credo certo di sbagliare affermando che il Centro di Aiuto alla Vita è sorto proprio a partire dall’Eucaristia. Da Dio, che in suo Figlio si dà completamente nelle nostre mani, viene in luce chiarissima l’unica, vera ed efficace evidenza per una piena realizzazione umana… vale a dire: “Io ho dato la vita per voi, completamente e totalmente, senza condizioni. Voi, che siete figli e fratelli tra voi, prendete esempio da me e date la vita gli uni per gli altri…” L’Eucaristia, dunque, è il momento in cui si rinnova concretamente questa “enormità”, questo fatto misterioso e tenerissimo di Dio che ancora si dà ai suoi poveri figli, perché essi, trasformati in Lui, abbiano la forza di darsi ai fratelli. Da questo fatto, partecipato e condiviso con fede e consapevolezza, non può che nascere il desiderio di porsi sempre e comunque al servizio di questo dono grande che è la Vita, personale e dei fratelli. Da qui l’amore per la stessa esistenza in tutte le sue manifestazioni; da qui scaturisce ogni modo personale di tradurre in realtà una vera attenzione alla Vita e, infine, anche l’idea e la costruzione di questa Associazione, che guarda a ogni vita come sua finalità. Allora è indispensabile, per “chiarirsi dentro”, richiamarsi sempre al centro di tutto, cioè all’Eucaristia. Se, ragionevolmente, abbiamo riconosciuto questo momento di fede come “luogo” da cui scaturiscono l’attenzione e l’amore per l’esistenza umana, è soprattutto col frequentare tale luogo che si rinnova e si rafforza l’energia da mettere in campo per servire efficacemente la Vita!

Lei ha detto ragionevolmente e ha inserito, giustamente, la ragione nell’atto di fede che riconosce nella Messa anche il ripetersi del sacrificio di Cristo a servizio dell’umanità. Vuole chiarirci ora perché, celebrando per la Vita si dovrebbe rinnovare il nostro impegno?
Intanto, come dice l’antico Elia presbitero, “…né è buona la prassi senza la ragione, né è buona la ragione senza la prassi…” vale a dire che il fare, senza l’uso del ragionamento e viceversa, non può funzionare, non è pienamente umano; sicché anche il portare a compimento un impegno, come quello a favore della vita, richiede un pensiero compiuto e accettato dalla logica (vedi la scelta e l’indicazione del Signore della Vita riguardo l’esistenza dell’uomo) e nello stesso tempo, il gran ragionare sui perché, sulle scelte e sui bei proclami risulta sterile, se non s’accompagna a un giocarsi materialmente a favore di chi vive o chiede di vivere, oppure ha semplicemente la vita in sé. Se nell’Eucaristia c’è il richiamo esigente ad essere realmente custodi e cultori della Vita, ecco che il vivere insieme la S. Messa indirizza e sostiene in quel senso.

Ma non è forse riduttivo o strumentale fare Messe per la Vita?
Certamente no. La Messa non è usabile contro nessuno, se per strumentale s’intendesse questo. La Messa che facciamo per i nostri morti, ad esempio, non può certo essere considerata contro i vivi; oppure la Messa per un matrimonio… contro chi? O quella per i Caduti, o tutte le altre che portano un qualche dedica o memoria. La Messa ha un infinito valore, un’infinita ricchezza in sé, tale da poter evidenziare un aspetto o un altro, a favore dei partecipanti, senza alterare alcunché del suo essere tesoro grande. Nelle Messe per la Vita, si sottolinea, come dicevo prima, il dono d’amore grande che Gesù ha fatto, la sua infinita considerazione della vita dell’uomo, l’invito a servire l’esistenza in quel modo bellissimo!
Dunque in tutto questo entra la preghiera che accompagna i bambini non nati, la richiesta d’aiuto per le mamme che non hanno saputo o potuto dar loro la vita, l’invocazione per chi sbaglia e distrugge la propria e l’altrui esistenza, la domanda di perdono per chi offende la vita in qualche suo aspetto, l’istanza di sostegno e accompagnamento per chi si trova al limitare del percorso umano… e oltre a tutto questo, inevitabilmente, nella Messa ci si confronta con noi stessi, le nostre aspirazioni, debolezze e miserie.
Altro che strumentale!
La Messa per la Vita, nella condizione storica in cui ci troviamo, è anzi un ottimo mezzo educativo: siamo tutti a rischio di ottundimento sul fronte dei principi fondamentali, sia per quanto riguarda la fede, sia per ciò che attiene il vivere civile. Spesso è troppo facile accettare per buono anche ciò che immiserisce e addirittura scalza il rispetto per la vita, perciò la Messa, che svolge una continua operazione di richiamo verso la parola, l’amore e l’esempio di Gesù, è (come d’altronde è sempre stata) il centro irradiante di ogni serio impegno dell’uomo e per l’uomo.

Per concludere, avrebbe qualche suggerimento a riguardo della Messa per la Vita?
Visto tutto quel che ho detto fin qui, è chiaro che a questa Messa io tengo molto e ritengo che esprima proprio la stima e l’amore incondizionato per la Vita. Mi sembrerebbe sensato che ogni parrocchia, a turno, oltre che nella canonica Giornata per la Vita, celebrasse questa Messa almeno un’altra volta nell’anno, invitando fortemente i parrocchiani alla partecipazione e curandone ogni aspetto. Cioè: anziché fatta sempre in ospedale (lì si potrebbe fare alla fine dell’anno pastorale, per tutti, una volta) la vedrei proprio nelle parrocchie, come momento davvero importante per celebrare questo dono del Padre e per sensibilizzare su questo e altri principi inerenti. Ritengo che per un’iniziativa in tal senso i sacerdoti, pur davvero oberati da tantissimi impegni e scelte anche nuove e coinvolgenti, potrebbero coordinarsi e ordinare il tutto.

Torna su